Il laboratorio si articola fra la raccolta di buone pratiche che hanno portato e stanno portando ad una crescita attiva nei territori dove sono ideate, il racconto delle stesse e la stesura di un vademecum, atto a supportare i territori rurali nella creazione di un’offerta di turismo attivo concertata tra più attori pubblici e privati.

Perché un laboratorio sul turismo attivo?

Siamo partiti da una vocazione territoriale, una personalità che potesse essere comune fra i territori dei GAL promotori: Lago di Como GAL, GAL Carso – LAS Kras, GAL dei Colli di Bergamo e del Canto Alto, GAL Ogliastra, GAL Valle Brembana 2020, GAL Valle del Crati, GAL Valle d’Aosta e GAL Valtellina Valle dei Sapori 2014-2020. Territori rurali, boschivi, montuosi, attraversati da corsi d’acqua.
Abbiamo definito un’identità focalizzandoci su turismo attivo, cultura e accessibilità; da qui ci siamo mossi per rintracciare sui territori rurali dentro e fuori dall’Italia buone pratiche che abbiano saputo disegnare traiettorie di sviluppo territoriale reinterpretando le potenzialità locali. La qualificazione del territorio vista come punto centrale e la sua integrazione con altri sistemi produttivi (artigianato, patrimonio enogastronomico, attività ludiche e culturali, ecc.) in un’ottica di promuoverla per abitanti e potenziali turisti.

Le forme di turismo del futuro sono orientate nell’utilizzo e nella salvaguardia degli spazi naturali per proporre forme di turismo attrattive e sostenibili. Il focus è sul benessere delle persone che vivono nel territorio, siano essi viaggiatori o membri della comunità locale.
I driver di sviluppo, quindi, di un’offerta di turismo attivo possono essere:

  • Boom mondiale di pratiche di turismo outdoor;
  • Digitalizzazione;
  • Spazi aperti e salubri;
  • Culture tradizionali;
  • Mobilità sostenibile.
Perché le buone pratiche?

Le buone pratiche ci permettono di imparare gli uni dagli altri, di concentrarci su sfide simili e imparare dalle soluzioni degli altri.

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Definiamo a monte cos’è un territorio rurale?

È comune collegare il binomio territorio rurale all’aggettivo “agricolo”. Oggi, invece, possiamo intendere il territorio rurale come il luogo delle possibili trasformazioni, che attraverso nuovi approcci, ad esempio quello del turismo, possano portare ad uno sviluppo territoriale tenendo fede a tutte quelle caratteristiche, funzioni e valori che definiscono l’accezione di ruralità.

Passiamo poi a definire il turismo attivo

Il turismo attivo è un nuovo prodotto turistico nato dal cambiamento delle necessità e delle richieste della società civile connettendo le attività sportive con quelle turistiche.
Il turista attivo sceglie la sua destinazione di viaggio avendo l’esigenza di praticare un’attività sportiva per un determinato periodo di tempo in un luogo diverso dal suo contesto ambientale. È un turista con richieste specifiche, appartiene ad un target eterogeneo che va analizzato sulle specificità che il territorio può offrire in modo da determinare modelli di gestione professionali. La buona riuscita dell’offerta di questo tipo di prodotto turistico dipende dal livello di qualità che gli organizzatori riusciranno a raggiungere: le infrastrutture sono fondamentali, l’ambiente deve essere sicuro e confortevole, le attività sportive, siano esse cammini, percorsi ciclistici o attività di arrampicata devono essere segnalate, nella permanenza sul territorio il turista deve trovare degli interessi culturali che lo possano agganciare emotivamente.
Il turismo attivo è anche destagionalizzante e permette, quindi, ai territori rurali di creare o allungare la loro stagione turistica.

Focus sul cicloturismo

L’Italia ha una grande tradizione a livello di ciclismo. La bicicletta viene vista come uno stile di vita. La bicicletta è al centro della transizione del turismo sostenibile.
Il prodotto cicloturistico ha bisogno di qualità, creatività, professionalità e un buon marketing verso tutti. È necessario saperlo gestire e sostenere nel tempo.
Il target va caratterizzato a seconda della specificità delle richieste. Si ha bisogno di un modello di gestione, dato che gli ospiti del prodotto turistico si muovono per il territorio. Per capire quando sia fondamentale l’individuazione peculiare del target, pensiamo ad una famiglia e alle sue primarie esigenze:

  • Solitamente non vuole modificare il luogo di pernotto, ma preferisce muoversi a raggiera rispetto ad esso;
  • Desidera una meta sicura;
  • Ricerca una certa densità di esperienze (vedere cose nuove, fare avventure, ecc.);
  • Necessità di una certa gamma di servizi (un maggior numero di punti di riposo e ristoro, ecc.).
Focus sul turismo di prossimità

È l’occasione per la riscoperta dei luoghi secondari oscurati solitamente dai grandi poli turistici. È il fattore di lancio su cui puntare per creare un volano territoriale di opportunità. I viaggiatori lenti desiderano mettersi in ascolto del territorio e della gente.

 

Il prodotto turistico moderno, quindi, per essere percepito di valore dovrebbe contenere: turismo + attività sportive + benessere + patrimonio enogastronomico + cultura + eventi.

 

Buone pratiche raccolte
 
Il sondaggio su promozione e comunicazione

Per completare il vademecum abbiamo sottoposto alle esperienze sopra evidenziate un sondaggio tramite Google Forms di cui di seguito è possibile visionare la sintesi estratta.